TUTTA LA BELLEZZA CHE C’È NEL MOVIMENTO “BODY POSITIVE”

Body Positive (o positivity): vedi alla voce “cose che amiamo di internet, dei social network e di Instagram”. Oltre ai meravigliosi risultati delle ricerche che conduciamo quotidianamente su questi canali, e che ci hanno permesso di popolare la nostra #PlentinessFamily di prodotti e di storie bellissime 🙂

Alcuni movimenti nascono offline, talvolta a livello territoriale, per poi espandersi a livello globale, raggiungendo un numero immenso di persone che si riconoscono e si riuniscono intorno ad un’idea. Per condividere pensieri, esperienze e passioni sugli argomenti che più hanno a cuore.

Di che cosa vogliamo parlarti oggi? Di questo –> #bodypositivity.

L’idea Body Positive: ridefinire il concetto di “bellezza”

Noi donne, si sa, siamo particolarmente sensibili al concetto di “estetica”, inteso in senso ampio e diversificato. Un concetto che riguarda non solo il modo in cui scegliamo di apparire e di presentarci al mondo, ma che coinvolge anche e soprattutto la nostra immagine riflessa negli occhi di chi ci osserva.

I canoni di bellezza esistono da che esiste l’uomo. E sono variabili, variabilissimi nel corso del tempo. Pensiamo ai corpi burrosi oggetto di opere d’arte rinascimentali: fisici morbidi, linee curve e forme a volte anche piuttosto abbondanti. Tutto molto lontano dalle immagini a cui siamo abituati oggi e che entrano nei nostri occhi rimbalzando su tutti i mezzi di comunicazione. Modelli che ci parlano di donne (persone!) perfette-ad-ogni-costo. A volte con la complicità di qualche trucchetto (ah-ehm Photoshop 😉 ).

La tecnologia, la presenza capillare di internet e l’esplosione dei social network hanno pesato sulla percezione dell’immagine e sul confronto. Si sono diffusi standard estetici molto precisi, quasi stringenti, spesso improntati su una perfezione tanto assoluta quanto irraggiungibile.

Il risultato? Un persistente senso di inadeguatezza e di insicurezza che spinge molte donne (ma non solo) a non riuscire ad accettarsi per quello che sono. Con un conseguente senso di insoddisfazione che sfocia nell’infelicità e nel malessere.

Il movimento globale #bodypositivity, o Body Positive, specie nella sua versione più “Instagrammabile”, ha scatenato la diffusione di una serie di contenuti e di storie contenenti messaggi positivi molto forti. Ha dato voce all’orgoglio di chi ha un corpo che non rientra nei canoni “attualmente predefiniti” e che si sente felice di essere se stesso esattamente così com’è.

Una vera e propria auto-proclamazione da parte di chi non si riconosce nei codici estetici mainstream. Un manifesto di potente individualità.

Una lenta rivoluzione, che passa per l’educazione

Se il bello di internet è (anche) il suo essere estremamente veloce nel contagiarci positivamente su trend e attitude,  alcuni messaggi mettono radici con lentezza. Occorre tempo per seminare, curare e raccogliere risultati importanti e realmente capaci di cambiare le cose in profondità.

Non sappiamo esattamente chi dobbiamo ringraziare – non è sempre facile individuare il vero momento 0 di un movimento diventato globale – ma in ogni caso ci uniamo alla schiera di entusiasti della Body Positivity. Una filosofia di pensiero che rilancia la varietà fisica come magnifica forma di individualità, in un mondo che troppo spesso cerca di uniformarci, persona dopo persona.

Dobbiamo però ricordare che non è solo con un’immagine o un piccolo testo che si possono cambiare le cose o il modo di pensare delle persone. Il cambiamento è un lungo percorso che deve necessariamente passare attraverso educazione e dialogo.

Siamo tutti preziosi e magnifici esattamente così come siamo, e per non permettere ad una campagna pubblicitaria di farci sentire “inadatti” dobbiamo parlare, confrontarci, condividere e, infine, sensibilizzare il prossimo.

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